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Stima dei danni

Estimo


STIMA DEI DANNI

Per "D" si intende qualsiasi lesione, anche nei diritti (dunque non materiale sulla cosa) fatta a cose o persone.
Il campo dei danni è molto vasto e negli ultimi anni si è ulteriormente ampliato con i danni da Inquinamento.
Il C.C. obbliga colui che ha causato il danno a risarcire chi lo ha subito, tuttavia molto spesso il responsabile del danno non risulta identificabile e dunque nessuno indennizza chi ha subito il danno.
Il perito agrario si interessa in particolar modo dei danni alle cose (vi sono poi quelli alle persone – fisici, morali e mentali!).
I danni alle cose possono essere:
    . Patrimoniali: danno alla cosa in sé
    . Lucro Cessante: perdita di redditività
In taluni casi si possono avere entrambi i danni.
. Il danno può essere provocato da fatti fortuiti e imprevedibili che non possano essere arginati come ad esempio sinistri (contro i quali ci si può solo assicurare).
Ma possono anche essere causati da azioni dell’uomo e in tal caso possono essere:   
        . Colposi: danno arrecato per imperizia e incuria
         . Dolosi: provocati volontariamente. Con dolo
In ogni caso, qualunque sia l’origine del danno (volontaria o meno), chi ne è responsabile è tenuto al risarcimento.
Vi sono danni come quelli fortuiti (sinistro o agenti atmosferici) per i quali ci si può assicurare e in questo modo anche se effettivamente non è possibile individuare un responsabile materiale, c’è comunque l’indennizzo da parte  della società assicuratrice. In pratica con il pagamento di un premio assicurativo si trasferisce il rischio di danno dal proprietario del bene all’assicurazione.
Il danno deve comunque essere comunicato all’assicurazione entro 3gg dall’incidente o dal momento in cui ne siamo venuti a conoscenza, solo nel caso di morte di bestiame assicurato la denunzia deve essere fatta entro le 24h.
Il C.C. tuttavia dice anche che "l’assicurato deve fare il possibile per evitare o limitare il danno". La compagnia assicuratrice è inoltre tenuta al risarcimento delle spese per il salvataggio qualora non siano sproporzionate al danno che si  sarebbe avuto.
"Il risarcimento non può eccedere il valore del danno"
. Valore Assicurato: è a discrezione dell’assicurato che può scegliere di tutelarsi da danni di grande entità (si assicura per valori molti elevati) o meno
. Premio Annuo: è la quota che ogni anno il tutelato deve versare.
Qualora si verifichi il danno e questo venga denunziato nei tempi e nei modi appositi, interverranno dei periti il cui compito è valutare il Vreale del bene assicurato e  danneggiato al momento del sinistro       
                                                                                                  Vass
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Calcolo dell’Indennità:      Ind : D  = Vass : Vreale Ind = D * ______
                                                                                                 Vreale

La seconda parte della formula finale dell’indennità (Vass/Vreale) dà un coefficiente che può essere:  . =1: è stato dichiarato l’effettivo valore del bene
          . <1: è stato dichiarato un valore inferiore a quello reale e dunque l’indennità è data da:   D * Coeff (0,….)  dunque viene un valore di indennizzo inferiore al valore del danno
          . >1: è stato dichiarato un valore del bene maggiore di quello effettivo. In questo caso l’indennità è pari al valore del Danno, ovvero abbiamo pagato un premio assicurativo maggiore di quello che  avremmo dovuto ma non è che il valore dell’indennità venga aumentato…per cui ci si rimette!!
L’unico modo affinchè Vass = Vreale è che si faccia stimare il bene assicurato dalla stessa compagnia assicuratrice al momento della stipula del contratto.
_ Affinchè una polizza abbia un valore è necessario che ci sia un Rischio_
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Criteri di Valutazione del Danno: in caso di danno il perito della compagnia assicuratrice valuta prima il Vreale del bene assicurato e successivamente il Vd (valore del danno).
Nella determinazione di questi valori si seguono i criteri estimativi generali scegliendo il procedimento di stima più idoneo (ma per prima cosa occorre raccogliere tutti i dati relativi al bene oggetto di valutazione). Al variare del tipo di danno  cambiano anche i criteri di valutazione.
 .
Incendio:    . beni immobili (fabbricati): si individua il perimetro totale o parziale e si calcola il Vtot bene.
Per i fabbricati rurali senza mercato si utilizza il Vricostruzione deprezzato.
Se il danno fosse parziale (interessa solo una parte del fabbricato) si calcola:  
Vtot – Parti residue.
In genere le parti residue sono sempre difficili da valutare e si ricorre al Vricostruzione – valore degli eventuali materiali di recupero.
Altrimenti si può fare la stima diretta della parte danneggiata.
. In ogni caso è necessario stimare il Vreale del bene prima del danno di modo che facendo una differenza tra Vass – Vreale si possa trovare il Coefficiente
    . beni mobili (macchine e attrezzi): se il bene è stato completamente distrutto è necessario risalire alla macchina e al suo stato di vetustà al momento dell’incendio, in questo  caso occorre fare molta attenzione alle frodi.
Se invece il danno è parziale l’indennità corrisponderà alle spese di riparazione
    . bestiame: rientrano anche danni da affumicamento e soffocamento.
L’indennità corrisponde al valore di mercato del bene (animale), ma solo se è possibile individuare effettivamente l’animale da un tatuaggio o altro
    . merci e prodotti di scorta: si valutano con il valore di mercato facendo una differenza tra quantità prodotta e consumata.
Spesso in questi casi il vero problema è risalire all’effettiva quantità perché se brucia un fienile non rimane niente e non sono in grado di stabilire l’esatta quantità.
Il metodo migliore in questi casi è osservare la zaffata di fumo sulle pareti (se ci sono ancora) per vedere il livello a cui arrivava il fieno
     . Colture arboree: l’assicurazione andrebbe fatta anche per un bosco.
nel caso del bosco bruciato l’indennizzo del danno corrisponde al Vss (valore del soprassuolo).
La coltura è da frutta possono anche esserci FP o le AC.
Il danno può inoltre essere parziale, in questo caso:   Ind = D = Vss – Vss dopo l’incendio (valore residuo di soprassuolo – quello che rimane buono)
 .
Grandine:    . Prodotti in Campo: si assicurano nei casi in cui non possano essere difesi. Se ho una buona difesa con reti antigrandine non conviene fare anche l’assicurazione perché  spenderei un po’ troppo.
Si assicurano solo le colture con ciclo soggetto a rischio grandine, ad esempio le olive non si assicurano perché a novembre ancora il rischio grandine non c’è, le pesche invece si perché possono prendere una grandinata primaverile.
Il danno sul frutto è principalmente qualitativo, ma anche quantitativo, inoltre sulle ferite si insediano funghi e batteri che creano ulteriore danno.
La grandinata può inoltre colpire le produzione degli anni successivi (distruggendo le gemme), ma questo non può essere assicurato.
. C’è la possibilità di fare polizze specifiche anche se sono poco usate.
Sulla polizza occorre sempre riportare la produzione auspicata, verrà poi applicata una franchigia e un’equa transazione.
In pratica la franchigia è una percentuale di danno al di sotto della quale non avviene il risarcimento.
L’ equa transazione è invece una clausura (non sempre presente) che prevede una riduzione dell’indennità nel caso in cui dopo il danneggiamento sia possibile reimpiantare una coltura che ha una minore produzione  ma che è comunque in grado di darmi un reddito
Quando il danno viene denunciato la compagnia manda i Ticci che si assicura prima di tutto che l’appezzamento colpito sia quello assicurato (planimetrie).
Occorre poi controllare che la grandinata sia avvenuta effettivamente il giorno che è stato denunciato all’assicurazione, ovviamente va anche controllato il giorno  della stipula dell’assicurazione perché se la grandinata è precedente alla stipula la compagnia non è tenuta al risarcimento.
Successivamente si fa una valutazione del Vreale della produzione prima della grandinata e si confronta con il valore assicurato (=; >;<).
Il danno deve essere dovuto alla sola azione della grandine e va quantificata la perdita di produzione in % (es perdita dell’85% del raccolto).
Si calcola poi la % di danno indennizzabile (togliendo la % di franchigia).
Calcolo dell’indennità di danno che corrisponde alla quantità minore tra il valore assicurato e il danno reale.
  Per valutare l’effettivo danno riportato dalla coltura a causa della grandinata ci sono delle apposite schede che variano al variare della coltura.
Inoltre è necessario prendere delle piante a campione e valutare su queste il danno che poi viene riportato a tutte le altre piante se non c’è grande disomogeneità.
Va comunque considerato che la grandinata colpisce a strisce molto lunghe ma strette, per cui può capitare spesso che si abbia grande difformità tra le diverse parti dell’appezzamento, in questo caso si fanno più aree di saggio trovando  la % media di danno su tutto l’appezzamento (dunque anche sulle aree non colpite).
Gli arrotondamenti si fanno sempre per difetto.
Oltre al danno principale della grandine si hanno anche altri danni:    . Danni qualitativi: dovuti a esempio all’insediamento di parassiti
         . Danni da Responsabilità Civile: lesioni colpose o dolose a persone o cose.
DANNI
Si assicura a partire dal 1° aprile e non prima (altrimenti il rischio sarebbe troppo elevato per l’assicurazione).
La data fissa vale solo per Uva e Frumento, mentre per tutte le altre colture si parte dal momento dell’allegagione (ovvero dal momento della caduta dei petali a fecondazione avvenuta). Questo è un periodo molto variabile da pianta a pianta  in quanto si può arrivare fino a Giugno con l’Olivo.
. Danni da Grandine: si assicura solo il frutticino dell’annata. Va considerato che qualora in una zona i danni superino nel complesso il 30% della produzione può essere richiesto lo stato di calamità. Fino ad alcuni anni fa però gli indennizzi  venivano pagati solo dopo 3 – 4 anni in caso di calamità.
I periti della compagnia assicuratrice valutano solo i danni sulle produzioni dell’anno, mentre i periti dello stato vanno a valutare anche i danni per gli anni successivi, tuttavia siccome in passato i fondi per le indennità statali erano pochi,  veniva pagato solo 1/5 della somma richiesta
Procedimento:   - vedere se la somma dichiarata è attendibile, altrimenti è una truffa
   - valutare i danni di altro genere come quelle di insetti e funghi che si presentano simili ai danni da grandine ma non vanno considerati al fine del calcolo dell’indennità.
   - sopralluogo preventivo del perito dopo 4 – 10gg dalla denuncia perché i danni si iniziano a vedere bene dopo 5gg (deterioramento foglie che iniziano a marcire e idem per frutti)
   - dopo 1 mese viene fatta la perizia effettiva
   - obbligo da parte del proprietario del bene assicurato di continuare i trattamenti chimici normalmente anche dopo la grandinata per evitare l’aggravamento dei danni
   - in agricoltura biologica il criterio di valutazione è un po’ diverso perché i criteri di prevenzione e cura delle malattie sono diversi
   - in caso di grandinata nel periodo dell’allegagione il danno va valutato subito perché è più difficile da vedere
  Per i cereali a marzo si ha la Levata, segue la fase di Botticella in cui la grandine può fare danni elevati perché la cariosside sta ingrossando.
Se in questa fase avviene il danno si ha una sbrindella tura delle foglie che impedisce alla spiga di uscire, si ha inoltre disidratazione (causa lacerazioni sulle foglie) e riduzione della fotosintesi.
I danni maggiori si hanno comunque in fase di maturazione (1° Luglio) perché la spiga colpita dalla grandine crolla e le cariossidi cadono a terra con perdita della produzione.
  Per la vite il danno maggiore è il gelo dopo il 1° aprile perché danneggia fortemente le gemme.
Invece i danni da grandine invernali possono danneggiare anche le gemme che daranno la produzione futura.
Si possono poi avere danni al momento dell’allegagione (fino al 15 giugno). Gli ultimi ad allegare sono i vitigni bianchi ed in particolare il Trebbiano.
Il danno in questo caso viene valutato dopo l’inizio dell’ingrossamento del grappolo contando gli acini colpiti
La stipula di una polizza assicurativa per gli agricoltori è trattata in una legge del 2004.
Lo stato si impegna a risarcire il danno fino all’80% con una franchigia del 30% (dal 30% in su infatti si può chiedere la calamità naturale).
Solo per le zone montane la franchigia è del 20%.
Gli agricoltori per beneficiare di questa indennità statale devono far parte del Consorzio Difesa che a livello toscano raccoglie tutte le provincie.
 A partire dal 30 novembre si fa un conguaglio per vedere se ogni singolo agricoltore ha da percepire qualche indennità oppure no (in pratica per aderire a questo consorzio si deve pagare una quota annua per cui se un anno non subisce danni avrà  solo da pagare al momento del conguaglio).
Alla fine dell’anno gli agricoltori che devono ricevere l’indennità avranno già i soldi.
. La quota da versare al consorzio varia al variare delle quantità dichiarate:   5% cereali
        10% uva
        12% frutta
Le percentuali sopra riguardano le zone svantaggiate in cui la franchigia che applica lo stato è solo del 20%, per cui l’80% del danno lo paga lo stato.
Anche in questo caso quando l’agricoltore si assicura deve dare indicazione delle particelle.
Uno dei principali problemi è quello di stabilire correttamente la giusta produzione per ogni particella assicurata, ma in alcuni casi ci può essere anche una truffa da parte dell’agricoltore che si assicura per molto di più (come se il  suo campo producesse molto di più), in questo caso va denunciato.

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