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Abscissione fogliare

Piante > Arboricoltura generale

ABSCISSIONE FOGLIARE: Quando ci troviamo di fronte al fenomeno dell’abscissione fogliare  e siamo in autunno, spesso questo                 
periodo non ha corrispondenza con la dormienza delle gemme che è iniziata in estate quando le stesse gemme entravano nella fase di induzione passando dalla paradormienza alla endodormienza.
All’inizio della dormienza dunque corrisponde anche il forte rallentamento della crescita del germoglio che è prossimo al termine della crescita.
Si dice che la pianta entra in fase di riposo quando cadono le foglie, ma in realtà già dalla fine di giugno – luglio le gemme erano ferme.
Quando ci si avvicina al momento della caduta delle foglie queste cessano di foto sintetizzare ed indirizzano i propri prodotti nelle zone più interne della pianta (centri di richiamo rappresentati dalle zone di riserve – frutti e apici a questo  punto non polarizzano più).
Queste riserve saranno determinanti nell’anno successivo per rimettere in moto la pianta in quanto creeranno tra l’altro quel gradiente necessario a richiamare verso l’alto la linfa grezza (perché al momento della ripresa vegetativa  non c’è il fenomeno traspirativo a livello fogliare che concentra i soluti richiamando per differenza di potenziale acqua e linfa grezza).
Nella vite il fenomeno dell’Invaiatura si verifica ad agosto e porta al viraggio  di colore dell’acino da verde a rosso.
Se siamo nel vigneto nel momento dell’invaiatura e si deve assaggiare un acino certamente sceglieremo quello più colorato anche senza avere alcuna conoscenza agronomica  (per istinto).
Nel momento dell’invaiatura (dura 1 – 3 giorni) gli zuccheri si accumulano repentinamente nell’uva e sono prodotti per un 47- 50% provengono dalle riserve  e il resto dalle foglie.
Le sostanze di riserva sono però state formate in precedenza dalle produzioni delle foglie stesse.
  Nei momenti che precedono la caduta delle foglie alla base del peduncolo si forma una strato di Separazione ed uno strado di Protezione.
Il primo è formato da piccole cellule, il secondo da cellule suberificate affinchè non vi sia uno strato di continuità tra interno ed esterno.
Gli ormoni che controllano questa fase sono:  - Ac. Abscissico: si accumula all’interno nella foglia prima della caduta ma non ha effetto diretto nel distacco.
     - Etilene: è l’ormone fondamentale che determina il distacco attraverso lo stimolo alla produzione di Idrolasi che promuovono la rottura delle catene di sostanze Pectiche ( sostanze Pectiche sono  costituite da catene di Acido Poligalatturonico che forma il cemento tra le cellule) dall’idrolisi si forma alcol metilico (metanolo) e si liberano molecole di acdido galatturonico con ammorbidimento dei tessuti e distacco
     - Citochinine: hanno molta importanza. Se si fa un trattamento spray con citochinine su una pianta si osserva che le foglie ritardano la senescenza, tanto che questo ormone si usa anche per mantenere verdi  le foglie dei fiori recisi.
Usato anche in laboratorio per mantenere verdi le foglie del materiale prelevato.
Le citochinine permettono di mantenere la foglia vitale ed evitano l’ingiallimento (corrisponde alla perdita della capacità fotosintetizzanti).
Ad esempio le foglie di tiglio, al momento della caduta si osserva sempre che hanno colorazione gialla ma con dei puntini sparsi, grossi come la capocchia di uno spillo che presentano ancora il colore verde.
In questi punto è rimasto il colore verde a causa delle citochinine secrete da alcuni parassiti che svernano nella foglia e siccome necessitano di tessuti ancora vitali per nutrirsi e superare l’inverno, si creano queste microaree verdi in grado  di rifornire l’insetto di carboidrato.
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Defogliazione Artificiale: si fa nelle piante da frutto ma serve solo ad esempio nella vite per far intercettare meglio la luce da parte del grappolo (si fa a pochi giorni di distanza dalla vendemmia) e per agevolare le operazioni  di vendemmia (soprattutto sull’uva bianca rende più facilmente visibile il grappolo).
Inoltre questo riduce anche la probabilità di muffe e attacchi sul grappolo dovute alla presenza di un microclima attorno al grappolo molto umido.
In pratica si aumentano gli scambi di aria intorno al grappolo che rimane più asciutto.
Già Virgilio in uno dei suoi scritti aveva constatato che "la vite vuole il colle aperto per dare la produzione di qualità", per colle aperto intendeva una zona arieggiata che eliminasse il rischio di avere ristagni di umidità, mentre con il  termine qualità non intendeva certo ciò che intendiamo noi, ma bensì la capacità di poter conservare il vino


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